Operare con buone basi dati rende il nostro lavoro più semplice e più divertente.

Superata la soglia dei 1.000 dipendenti, il tuo ruolo diventa tanto ampio da non poter tenere il polso delle tendenze che stanno bollendo in pentola nella tua organizzazione senza un briciolo di data analytics.

A 3.000 dipendenti, una base di dati accurata e ben tenuta riesce a produrre anche qualche modello di previsione per implementare
programmi strategici efficaci.

A 10.000 dipendenti inizi a sviluppare manie empiristiche e a ogni progetto che ti passa per le mani vorrai assolutamente capire l’impatto che ha avuto attraverso i numeri, come nemmeno un assiduo giocatore di Sim City sa fare.

È proprio qui che si inizia a sentire il bisogno di arricchire i propri modelli statistici con qualcosa di più decoroso, come per esempio strumenti che ti permettono di tenere sotto controllo la situazione in maniera automatica e veloce.

Bene! Quindi, quale devo scegliere? Questa è esattamente la domanda che mi ha posto un mio amico qualche giorno fa, e mi ha spinto a scrivere queste righe quattro righe qua sotto:

Personalmente ho avuto modo di lavorare con parecchi di questi strumenti, però solo con tre ho veramente smanettato forte: Qlik, Tableau e Power BI.

Per diversi motivi lascerei perdere il primo, mentre mi soffermerò sugli ultimi due che ormai da qualche tempo a questa parte stanno diventando dei veri e propri standard. Due anni fa ero il responsabile di un progetto dedito al rilascio a livello globale di una piattaforma in grado di governare le operazioni di Ricerca e Selezione del gruppo utilizzando tecnologia Tableau. Il progetto è stato un successo, e mi ha dato modo di lavorare parecchio non solo sulla parte grafica, ma anche con il compartimento di Data shaping e Data modelling del tool, e quindi anche con il loro ottimo servizio clienti e sales reps.
Più recentemente invece utilizzo Power BI non solo perché Microsoft lo sta offrendo su un piatto d’argento a chiunque, ma anche perché nei gruppi di lavoro dove mi trovo oggi sembra sia proprio la tecnologia preferita poiché facile da apprendere e anche già pre-installata nelle varie suite.

Quindi ecco subito una pagella tra i due colossi del
settore che forse vi aiuterà con la vostra scelta:

VISUALIZZAZIONE

In Tableau quando realizzi una dashboard sai già che è praticamente perfetta, rifinita e precisa. I grafici che utilizza sono curati e francamente belli da guardare. Power BI su questo fronte è indietro di anni, nonostante possa contare su un SDK molto aperto con tanti Add-On possibili: il risultato è sempre imperfetto e la navigazione dei cruscotti non è mai pratica.

GESTIONE E MODELLAZIONE DEI DATI

Finché devi visualizzare i dati in maniera grafica, a mio
avviso entrambi i sistemi sono molto intuitivi e facili da utilizzare. Tuttavia
qualora i tuoi dati richiedano elaborazioni ulteriori – per esempio: mettiamo il caso che vogliamo modellare i dati
da diverse geografie con valute diverse, e vogliamo tenere i tassi di cambio
aggiornati automaticamente, allora è necessario scrivere del codice .. e a mio
avviso Power BI è estremamente più semplice ed intuitivo che Tableau .  Power BI attraverso le cosiddette Power Query
è in grado di elaborare in maniera molto più intuitiva il dato , ricordo bene
che in Tableau alcune modellazioni erano così complicate da ottenere che avevo dovuto
scrivere alcuni script in Python che preparassero le mie basi dati prima che
Tableau le risucchiasse.  Probabilmente
con un ottima conoscenza del linguaggio di Tableau si poteva evitare questo, ma
il fatto che abbia deciso di utilizzare Python piuttosto che tentare una
modellazione dentro il framework di Tableau la lascia dire lunga sulla flessibilità
del software..

ECOSISTEMA

L’ecosistema è il cavallo di troia di Microsoft . Del resto per recuperare praticamente 10 anni persi (Tableau nasce nel 2003 contro 2013 di Power BI) non si può fare solo affidamento sulla bontà del tool. E così Power BI offre una totale integrazione con Azure, Sharepoint, O365 , viene annoverato tra le Power Apps e ovviamente gestisce i foglie Excel con una nonchalance che Tableau si sogna.

Quindi per concludere , non ce un vero vincitore , è un po’ come l’annosa questione è meglio Windows o Mac ?  
Sono contento che Microsoft sia entrata con serietà nel settore portando ulteriore semplicità nella gestione dei grandi dati, allo stesso tempo Tableau, spinto anche dalla nuova concorrenza, continua a migliorare e distinguersi per la facilità con la quale poter creare cruscotti utili ma anche stupendi da vedere. Come si dice? Anche l’occhio vuole la sua parte no?
Quindi non esiste un vero vincitore , nemmeno sul pricing ci sono troppe differenze, se Power BI e’ piu conveniente sul corto periodo, Tableau diventa sicuramente piu interessante nel lungo , quindi, la scelta sta proprio a voi , io consiglio di provarli entrambi. Per esempio : sento molti colleghi che usano Power BI per la modellazione dei dati e poi girano tutto su Tableau per cruscottare decorosamente.. a voi la scelta.