Mio fratello mi inoltra stamattina questo link: https://www.businessinsider.com.au/amazon-system-automatically-fires-warehouse-workers-time-off-task-2019-4?r=US&IR=T 

Un veloce commento: sono anni e anni che leggiamo come Amazon adotta politiche quasi da lavori forzati presso i suoi magazzini in tutto il mondo, provocando lo sbigottimento di tanti miei colleghi. A mio avviso è ora di smetterla, chiaro è che per Amazon il lavoro nei magazzini sarà sempre inefficiente per definizione, fino a che non riusciranno a sostituire anche l’ultimo operatore con i robottini di Amazon Robotics. E… probabilmente subito dopo inizieranno a perseguitarli su come fargli consumare meno energia, meno gomma delle ruote, ecc. ecc.

Questa è la prima volta che però Amazon robotizza perfino il mio mestiere, e lascia al processore il compito di licenziare. Come vale per i magazzinieri così vale anche per qualsiasi altra professione, incluso l’HR. Rivoluzione industriale dopo rivoluzione industriale si è liberato l’uomo da compiti ripetitivi a basso valore. La disoccupazione tecnologica già identificata negli anni ’30 da John Maynard Kaynes è ciò che ci ha permesso oggi di migliorare decine e decine di volte il nostro tenore di vita e progredire impiegando l’uomo dove veramente può realizzarsi.

E questo vale anche per Amazon, che è un’azienda che sa bene come fare cultura ed engagement: basta parlare con i colleghi che lavorano in Amazon AWS per rendersi conto che l’azienda, seppur con qualche singolarità tutta sua, è piena di sedie a dondolo, pets e perks per stimolare un ambiente creativo.